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In difesa del giallo
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MASSIMO CARLOTTO

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Massimo Carlotto

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Quanto è difficile il mestiere dell'autore, e più in particolare il mestiere dell'autore di gialli/noir soprattutto in un mercato difficile come quello Italiano?

La situazione non è affatto rosea. Molte energie che potrebbero essere spese nella produzione noir, nel senso di qualità e quantità, devono essere dirottate altrove per produrre reddito.

In questo momento, in Italia, c'è un vero e proprio boom del giallo/noir. C'è una ragione specifica o è un caso?

Non è un caso. Il noir è diventato uno straordinario strumento di lettura della realtà e i lettori lo hanno capito. Altra ragione è il peso differente della delinquenza nella quotidianità delle persone, che ha determinato una voglia di conoscere e di comprendere il fenomeno di una società che produce crimine e anticrimine.

In America molti autori, noti e anche pressoché sconosciuti, si pubblicizzano attraverso un sito Internet che spesso sono loro stessi a gestire. In Europa ed in Italia è raro trovare tali siti. Secondo lei è una forma di snobismo o siamo ancora in ritardo? La colpa è degli autori, degli editori oppure è una questione di mentalità?

 

Mentalità. Il mondo editoriale italiano è piuttosto tradizionalista. Personalmente sto allestendo il mio sito.

Secondo lei, perché è così difficile sfondare nel mercato di lingua inglese per un autore non anglofono?

Da un lato per privilegiare quel mercato che produce una quantità notevole di letteratura poliziesca e per una precisa scelta di dominio linguistico.

Dai suoi libri traspare evidente un senso di sfiducia nei confronti della giustizia istituzionale, il che, visto il suo caso, ci pare normale. Allo stesso tempo, però, i suoi personaggi hanno un forte senso etico, norme morali che pur se devianti dall'ortodossia, li rendono "giusti". Non c'è più una Giustizia, ma tante piccole giustizie... Quando scrive dice esattamente quello che pensa o qualche volta si trattiene? In entrambi i casi perché?

Scrivo sempre quello che penso, poi gli avvocati mi censurano preventivamente perchè, costruendo trame su casi realmente accaduti, rischio spesso e volentieri di essere trascinato in tribunale. Scelgo le vicende non solo per la "bellezza" delle storie ma anche per quello che mi permettono di dire (denunciare o ricordare) alla gente.

Se un lettore si accinge a leggere un giallo per la prima volta, quale libro consiglierebbe?

E morì a occhi aperti di Derek Raymond.

Quale libro l'ha sorpreso di più sia negativamente o positivamente?

Hannibal. Brutto e razzista nei confronti dei sardi.

Quale cinque libri porterebbe con se su un isola deserta?

Non riuscirei a scegliere. Prenderei i primi cinque a portata di mano. Il tempo a disposizione per la scelta lo spenderei nella selezione delle cinque bottiglie di calvados venerable.

Quali paesi/culture le affascinano di più?

Quelle che incontro camminando per il mondo. Esaurita l'America, sto puntando al Giappone, patria del mio grande maestro Takeshi Kitano.

© Copyright Bastulli Mystery Library 2000