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BIBLIOGRAFIA
PERICLE
IL NERO
"Il
mio padrone è Luigino Pizza, che tutti lo chiamano così a causa
delle pizzerie... Io mi chiamo Pericle Scalzone...Di mestiere
faccio il culo alla gente". Così comincia "Pericle il Nero",
primo romanzo di un autore che ha alle spalle una scuola severa
di sceneggiatore di fumetti e una vita a dir poco avventurosa
- che racconta però malvolentieri, preferendo raccontare storie.
Questa di Pericle è un impeccabile noir, girato come un buon
film americano degli anni Quaranta, con un ritmo secco, un plot
che non perde un colpo e personaggi che hanno uno spessore del
tutto ignoto ai cliché imposti dal genere: Pericle, l'uomo-cane
che diventa uomo e acquisisce consapevolezza di sé attraverso
il rifiuto delle regole del suo mondo e l'incontro con una strana
donna; e questa donna, Nastasia, la polacca finita a lavorare
a Pescara in una fabbrica di copertoni, che se lo porta a casa
e se lo porterà, forse, anche più lontano; e Signorinella, la
temibile e potentissima sorella del boss Ermenegildo Coppola,
capo delle supplicanti di San Gennaro, che, "quando parlava
di uccidere, si metteva le mani sulla faccia perché non le piaceva
e diceva che tutti sono figli di mamma"; e gli altri, attori
e comparse delineati con pochi tratti precisi, in una lingua
asciutta ma venata delle coloriture, talvolta inattese e sempre
misuratissime, del parlato popolare.
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IL
RISPETTO (OVVERO PINO PENTECOSTE CONTRO I GUAPPI)
"Io, alla fin fine, sono un uomo tranquillo. Mi sono messo
a fare l'investigatore privato perché mi pareva interessante
e pure perché mi piacevano i film di Miki Stewart... E' risaputo
che nella vita almeno un nemico ve lo fate; ma un uomo contro
un uomo è una faccenda privata, ci entrano di mezzo tante cose
che il più delle volte si va avanti distratti, ognuno impicciandosi
degli affari suoi... Ma quando ci sta la cagnara, quando i reggimenti
si ammassano, quando i pazzi sono a pacchi, allora sono altri
quibus. Lì non si scherza, lì son dolori. Lì ci sta sempre qualcuno
che sgomita, ci sta sempre qualcun altro che dice: vuoi vedere
quanto sono bravo?, ci sta sempre un terzo che risponde: e fammi
vedere. E li è finita. Lì si spara. Lì potete pure morire...
Dunque: Tullio Regina viene da me e mi fa una proposta del cazzo.
Io gli dico di no. Quelli che controllano Tullio Regina, o quelli
che controllano quelli che controllano Tullio Regina, vengono
a controllare me. Pure un commissario viene a controllarmi...
E infine, il sottoscritto Pino Pentecoste... fa il mazzo di
scarola in mezzo al bailamme... Ora, siccome io mazzo di scarola
non sono, e chi pensa il contrario è solo uno sciocco perché
io avrò soltanto la terza media ma sono di intelligenza assai
vispa (come diceva mio padre) e di sensibilità significativa,
ne consegue che qualcosa non funziona. In altre parole, io pure
se ho azzeccato qualche figura di merda in vita mia e una volta
sono pure andato a sbattere contro un tram mentre inseguivo
in corsa affannosa un pedinato, a quell'ignorante che si permette
di pensare che sono un chiochiero, io gli faccio un culo così".
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