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BIBLIOGRAFIA
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IL VIZIO DELL'AGNELLO
Attenzione:
c'è un nuovo detective in città. Il suo nome è Lazzaro Sant'Andrea.
Ha intenzione di rimettere ogni cosa al suo posto... Lazzaro Sant'Andrea,
sotto lo pseudonimo di Dottor Totem, specialista in tabù, riceve
nel suo studio una varia umanità che lo crede cartomante, sessuologo,
pranoterapeuta. In realtà lui, picaresco e freudiano quasi trentenne,
attende la propria nemesi. Gli si presenta sotto forma di due novantenni
di sconvolgente bellezza, i quali gli rivelano che la propria bambina,
Branka, dopo aver vinto un premio di bontà, è diventata "una carogna
pazzesca": avvelena i piccioni in piazza del Duomo. Lazzaro, attribuendo
alla tarda età dei genitori i problemi della piccola, chiede di
vederla. Branka gli si presenta tutta Barbie e boccoli ma depositaria
di un atroce segreto. Stanca di avvelenare piccioni, punta a una
vittima più gustosa: l'uomo. Branka ha il vizio dell'agnello, sordido,
nascosto: quello della vittima sacrificale ma... con le zanne. Una
Milano allucinata dei tardi anni ottanta è lo scenario in cui si
muovono Lazzaro e la sua corte dei miracoli.
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IL SENSO DELLA
FRASE
Nel romanzo il protagonista si occupa esclusivamente
delle sue ossessioni, delle fobie degli amici/alter ego che gli
fanno da coro tragico (o comico). Nell'occasione il problema è quello
di ritrovare una donna scomparsa. Il giovane si mette sulle sue
tracce, spostandosi a caso in una Milano labirintica in cui si riflettono
i miti e gli incubi degli anni ottanta. Lazzaro continua a imbattersi
in se stesso e nei suoi fantasmi: perditempo assortiti, consulenti
psichiatriche, ninfomani, bugiarde patologiche, squadre di assassini
su pattini a rotelle, babbi natali omicidi, specchi deformanti di
un'unica realtà: la sua.
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IO, NON IO, NEANCHE LUI
C'è un politico aiutato nella sua ascesa da una
solerte segretaria nana (e si legge in controluce l'avventura craxiana);
c'è un nano, noto per la sua fantasia di grande amatore che, chiuso
in un armadio, è costretto a fare i conti con Jack lo Squartatore,
amante della sua amante; c'è un Premio Nobel rimasto senza pranzo
e senza cena che viene ammazzato da un profugo bosniaco affamato;
c'è un serial killer che preferisce riparare in una clinica di rieducazione
di mostri piuttosto che farsi trucidare dai troppi serial killer
ancora a spasso; ci sono gangster con nomi da pittore, licantropi
d'assalto, vedove malandrine. I racconti sono incorniciati dal dialogo
terapeutico di un io narrante con la propria psicoanalista e diventano
così proiezioni fantastiche.
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LAZZARO VIENI FUORI
La prima indagine del detective "per forza" Lazzaro
Sant'Andrea: un bambino scompare, poi un altro; si verifica così
un infame delitto nell'apparente tranquillità di un paese trentino,
Bellamonte. Prima che avvenga una terza sparizione, Lazzaro, eroe
disinibito e colmo di difetti, inizia le sue ricerche. Tra personaggi
troppo magri o troppo grassi, illusionisti nani e adolescenti giganti,
sullo sfondo di montagne minacciose, si aggira il nostro pericoloso
detective che indaga per amore delle donne e per un senso tutto
personale della giustizia, in una sfida personale all'assissino
e a ogni ansia di "normalità".
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L'ASSENZA DELL'ASSENZIO
Lazzaro Santandrea è ancora una volta al centro
di una pirotecnica serie di avventure, che lo vedono venire in contatto,
successivamente, con tre personaggi di nome Assenzio. Un anziano,
un giovane e un bambino. Tutti e tre, nel corso del romanzo, finiscono
per sparire in modo misterioso.
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IL CONTO DELL'ULTIMA CENA
In questo nuovo romanzo di Andrea Pinketts ritroviamo
Lazzaro Santandrea, alter ego dell'autore, e il suo seguito di personaggi.
Il protagonista (trentatreenne folgorato dalla constatazione che
tutti i giusti, da Gesù Cristo a John Belushi, sono morti alla sua
età) è un profano che lotta contro il sacro pur subendone il fascino.
Un giorno gli appare la Madonna, il che lo stupisce molto, perché
di solito la Signora si presenta alle pastorelle ignoranti. Da questo
incontro nasce una serie di eventi fra il tragico e il grottesco
che conducono Lazzaro a rendersi conto che l'Apparizione è tutt'altro
che un buon segno. In una fine secolo che ha bisogno di valori,
forse perfino di apparizioni vere e false, Lazzaro, pur non essendo
uno stinco di santo, si trova a fronteggiare baci di Giuda, personalissime
vie crucis, miracoli, efferati delitti. In pratica, se è vero che
Gesù Cristo morendo ha pagato per tutti noi, Lazzaro si chiede chi
alla fine dell'Ultima Cena abbia dimenticato di pagare il conto.
Fra i tanti miracoli veri e falsi raccontati in questa storia, l'unico
certo è il talento di Pinketts, che si è imposto all'attenzione
con la sua creatività irresistibile, le sue metafore imprevedibili,
i giochi di parole sofisticati, i personaggi bizzarri, nani, giganti,
orchi e principesse, sempre usate per insistere su quanto sia sottile
la linea di confine tra metafora e realtà. Queste pagine che si
svolgono in un fuoco d'artificio di idee, di trovate, di virtuosismi,
di humour, d' ironia, di paradossi, in azioni sempre fuori di qualsiasi
logica, da qualsiasi legge di tempo e di spazio, fanno di lui un
vero scrittore postmoderno.
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E CHI PORTA LE CICOGNE
In un paesino dell'hinterland milanese la polizia
ritrova il cadavere carbonizzato di un ragazzo. L'assassino gli
ha dato fuoco. La notizia scatena il panico: venti anni prima con
la stessa tecnica il "vecchiaccio" aveva fatto fuori una serie impressionante
di bambini. Il serial-killer era poi bruciato per sua stessa mano
prima che la polizia potesse acciuffarlo. Almeno così raccontano
le cronache locali, invece... Invece una sconvolgente verità verrà
scoperta da Lazzaro Santandrea, protagonista di questo psico-giallo.
Età di lettura: da 14 anni.
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IL DENTE DEL PREGIUDIZIO
E' un romanzo composto da una serie di dodici racconti
legati da un filo narrativo e interdentale. A causa di un ascesso
terribile, un uomo si reca al Pronto Soccorso dentistico notturno.
Sulla poltrona il protagonista della storia, mentre sta cercando
di vincere il dolore del trapano, fa volare la fantasia. Ecco allora
le storie raccontate da Pinketts: dall'horror al noir, dal surreale
al fantastico, i racconti si muovono tutti sul livello del paradosso
e della metafora. Per ogni dente un racconto, in un caleidoscopio
di immagini, di giochi di parole, di invenzioni fantastiche.
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FUGGEVOLE TURCHESE
Lazzaro Santandrea - antieroe metropolitano - col nome di battesimo che si ritrova può permettersi di guardare in faccia la morte. Una morte estiva (non autunnale), turchese (non nera) che, dopo aver abbandonato Milano, ha fissato la propria residenza tra Alassio e Laigueglia, dove operano i Riformati, una confraternita di ex criminali riabilitati da un ambiguo guru; dove una pioggia d'agosto si può trasformare in un diluvio universale; dove lo stesso Lazzaro, che non ha mai lavorato in vita sua, si trova a sfacchianre come rieducatore di principi azzurri. Un'esca per fanciulle in fiore o una serra di fiori del male?
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