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ANDREA G. PINKETTS

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Andrea G. Pinketts Official Site

Intervista

 

 

Andrea Pinketts è uno dei più creativi autori Italiani nell'attuale panorama del giallo/noir made in Italy. Milanese, scrittore e giornalista, viene considerato come il fondatore della "Scuola dei Duri" che ha come obbiettivo l'analisi della società attraverso la detective story. I suoi libri sono molto divertenti, con giochi di parole e sarcasmi. Ha vinto numerosi premi tra cui il Premio Scerbanenco nel 1995 per Il Senso della Frase e due volte il Mystfest: Miglior Racconto Giallo Inedito per Il Punto di Vista del Licantropo nel 1989 e Miglior Racconto Italiano di Spionaggio Inedito con E l'Anatra Diventò Farfalla nel 1990. I suoi libri sono stati tradotti in francese riscuotendo un buon successo.


BIBLIOGRAFIA

IL VIZIO DELL'AGNELLO

Attenzione: c'è un nuovo detective in città. Il suo nome è Lazzaro Sant'Andrea. Ha intenzione di rimettere ogni cosa al suo posto... Lazzaro Sant'Andrea, sotto lo pseudonimo di Dottor Totem, specialista in tabù, riceve nel suo studio una varia umanità che lo crede cartomante, sessuologo, pranoterapeuta. In realtà lui, picaresco e freudiano quasi trentenne, attende la propria nemesi. Gli si presenta sotto forma di due novantenni di sconvolgente bellezza, i quali gli rivelano che la propria bambina, Branka, dopo aver vinto un premio di bontà, è diventata "una carogna pazzesca": avvelena i piccioni in piazza del Duomo. Lazzaro, attribuendo alla tarda età dei genitori i problemi della piccola, chiede di vederla. Branka gli si presenta tutta Barbie e boccoli ma depositaria di un atroce segreto. Stanca di avvelenare piccioni, punta a una vittima più gustosa: l'uomo. Branka ha il vizio dell'agnello, sordido, nascosto: quello della vittima sacrificale ma... con le zanne. Una Milano allucinata dei tardi anni ottanta è lo scenario in cui si muovono Lazzaro e la sua corte dei miracoli.

 

IL SENSO DELLA FRASE

Nel romanzo il protagonista si occupa esclusivamente delle sue ossessioni, delle fobie degli amici/alter ego che gli fanno da coro tragico (o comico). Nell'occasione il problema è quello di ritrovare una donna scomparsa. Il giovane si mette sulle sue tracce, spostandosi a caso in una Milano labirintica in cui si riflettono i miti e gli incubi degli anni ottanta. Lazzaro continua a imbattersi in se stesso e nei suoi fantasmi: perditempo assortiti, consulenti psichiatriche, ninfomani, bugiarde patologiche, squadre di assassini su pattini a rotelle, babbi natali omicidi, specchi deformanti di un'unica realtà: la sua.

 

IO, NON IO, NEANCHE LUI

C'è un politico aiutato nella sua ascesa da una solerte segretaria nana (e si legge in controluce l'avventura craxiana); c'è un nano, noto per la sua fantasia di grande amatore che, chiuso in un armadio, è costretto a fare i conti con Jack lo Squartatore, amante della sua amante; c'è un Premio Nobel rimasto senza pranzo e senza cena che viene ammazzato da un profugo bosniaco affamato; c'è un serial killer che preferisce riparare in una clinica di rieducazione di mostri piuttosto che farsi trucidare dai troppi serial killer ancora a spasso; ci sono gangster con nomi da pittore, licantropi d'assalto, vedove malandrine. I racconti sono incorniciati dal dialogo terapeutico di un io narrante con la propria psicoanalista e diventano così proiezioni fantastiche.

 

LAZZARO VIENI FUORI

La prima indagine del detective "per forza" Lazzaro Sant'Andrea: un bambino scompare, poi un altro; si verifica così un infame delitto nell'apparente tranquillità di un paese trentino, Bellamonte. Prima che avvenga una terza sparizione, Lazzaro, eroe disinibito e colmo di difetti, inizia le sue ricerche. Tra personaggi troppo magri o troppo grassi, illusionisti nani e adolescenti giganti, sullo sfondo di montagne minacciose, si aggira il nostro pericoloso detective che indaga per amore delle donne e per un senso tutto personale della giustizia, in una sfida personale all'assissino e a ogni ansia di "normalità".

 

L'ASSENZA DELL'ASSENZIO

Lazzaro Santandrea è ancora una volta al centro di una pirotecnica serie di avventure, che lo vedono venire in contatto, successivamente, con tre personaggi di nome Assenzio. Un anziano, un giovane e un bambino. Tutti e tre, nel corso del romanzo, finiscono per sparire in modo misterioso.

 

IL CONTO DELL'ULTIMA CENA

In questo nuovo romanzo di Andrea Pinketts ritroviamo Lazzaro Santandrea, alter ego dell'autore, e il suo seguito di personaggi. Il protagonista (trentatreenne folgorato dalla constatazione che tutti i giusti, da Gesù Cristo a John Belushi, sono morti alla sua età) è un profano che lotta contro il sacro pur subendone il fascino. Un giorno gli appare la Madonna, il che lo stupisce molto, perché di solito la Signora si presenta alle pastorelle ignoranti. Da questo incontro nasce una serie di eventi fra il tragico e il grottesco che conducono Lazzaro a rendersi conto che l'Apparizione è tutt'altro che un buon segno. In una fine secolo che ha bisogno di valori, forse perfino di apparizioni vere e false, Lazzaro, pur non essendo uno stinco di santo, si trova a fronteggiare baci di Giuda, personalissime vie crucis, miracoli, efferati delitti. In pratica, se è vero che Gesù Cristo morendo ha pagato per tutti noi, Lazzaro si chiede chi alla fine dell'Ultima Cena abbia dimenticato di pagare il conto. Fra i tanti miracoli veri e falsi raccontati in questa storia, l'unico certo è il talento di Pinketts, che si è imposto all'attenzione con la sua creatività irresistibile, le sue metafore imprevedibili, i giochi di parole sofisticati, i personaggi bizzarri, nani, giganti, orchi e principesse, sempre usate per insistere su quanto sia sottile la linea di confine tra metafora e realtà. Queste pagine che si svolgono in un fuoco d'artificio di idee, di trovate, di virtuosismi, di humour, d' ironia, di paradossi, in azioni sempre fuori di qualsiasi logica, da qualsiasi legge di tempo e di spazio, fanno di lui un vero scrittore postmoderno.

 

E CHI PORTA LE CICOGNE

In un paesino dell'hinterland milanese la polizia ritrova il cadavere carbonizzato di un ragazzo. L'assassino gli ha dato fuoco. La notizia scatena il panico: venti anni prima con la stessa tecnica il "vecchiaccio" aveva fatto fuori una serie impressionante di bambini. Il serial-killer era poi bruciato per sua stessa mano prima che la polizia potesse acciuffarlo. Almeno così raccontano le cronache locali, invece... Invece una sconvolgente verità verrà scoperta da Lazzaro Santandrea, protagonista di questo psico-giallo. Età di lettura: da 14 anni.

 

IL DENTE DEL PREGIUDIZIO

E' un romanzo composto da una serie di dodici racconti legati da un filo narrativo e interdentale. A causa di un ascesso terribile, un uomo si reca al Pronto Soccorso dentistico notturno. Sulla poltrona il protagonista della storia, mentre sta cercando di vincere il dolore del trapano, fa volare la fantasia. Ecco allora le storie raccontate da Pinketts: dall'horror al noir, dal surreale al fantastico, i racconti si muovono tutti sul livello del paradosso e della metafora. Per ogni dente un racconto, in un caleidoscopio di immagini, di giochi di parole, di invenzioni fantastiche.

 

FUGGEVOLE TURCHESE

Lazzaro Santandrea - antieroe metropolitano - col nome di battesimo che si ritrova può permettersi di guardare in faccia la morte. Una morte estiva (non autunnale), turchese (non nera) che, dopo aver abbandonato Milano, ha fissato la propria residenza tra Alassio e Laigueglia, dove operano i Riformati, una confraternita di ex criminali riabilitati da un ambiguo guru; dove una pioggia d'agosto si può trasformare in un diluvio universale; dove lo stesso Lazzaro, che non ha mai lavorato in vita sua, si trova a sfacchianre come rieducatore di principi azzurri. Un'esca per fanciulle in fiore o una serra di fiori del male?